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La rivoluzione

Raul Mordenti

Fin dal 1961 Raul Mordenti partecipa all’esperienza a “Nuova Resistenza”, un’associazione unitaria di giovani antifascisti. Successivamente ha fatto parte dell'”Intesa universitaria”, mentre nel 1968 partecipò al Movimento Studentesco. Ricercatore all’Università La Sapienza di Roma, in cui ha insegnato Letteratura italiana collaborando con Alberto Asor Rosa, successivamente divenne professore ordinario di critica letteraria all’Università degli studi di Roma Tor Vergata, dove si trova tuttora. Negli anni settanta parteciperà al Movimento del ’77, dopo aver militato per anni nel movimento dei collettivi e dei Comitati di quartiere (non aderendo mai ai gruppi).

Nel 1983 entra in Democrazia Proletaria, con cui viene candidato alle elezioni europee del 1989 nella circoscrizione dell’Italia centrale, ottiene 841 preferenze e non viene eletto. Allo scioglimento di DP, nel 1991 aderisce a Rifondazione Comunista, di cui diventa consigliere regionale del Lazio nel 1999. All’interno del PRC è stato membro del comitato politico nazionale del partito nonché membro della segreteria romana; per qualche tempo fu anche redattore del settimanale “Liberazione”. Dal 2010 è responsabile dell’Ufficio formazione politica del PRC.

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La rivoluzione

Raul Mordenti, integrando le teorie di Marx e Lenin con quelle di Walter Benjamin e Rosa Luxemburg, delinea un nuovo concetto di rivoluzione, la rivoluzione come processo. Addentrandosi nell'analisi dell'assetto politico italiano attuale, Mordenti ne descrive l'intreccio con il capitale finanziario e con il potere mediatico, oltre alle componenti ideologiche, culturali e parlamentari-istituzionali. Una parte del libro è dedicata al nuovo "movimento dei movimenti", cioè al manifestarsi di un nuovo soggetto rivoluzionario nel cuore stesso dell'Occidente.

 

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