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Il finanziere 1 ed.

(Terre Haute, Indiana, 1871 - Hollywood, California, 1945) romanziere statunitense. Penultimo di dieci figli, condivise la vita povera ed errabonda della famiglia, dominata dal rigorismo religioso del padre, cattolico emigrato dalla Germania. Il lessico della sua dura infanzia, rievocata in Alba (Dawn, 1931), fu il tedesco. A vent’anni iniziò l’attività di reporter, dapprima a Chicago, poi a St. Louis, a Pittsburgh, a New York. Nel frattempo coltivò le sue ambizioni di narratore, trovando nelle letture di romanzieri e filosofi una conferma alla vocazione naturalistica indotta dalla sua esperienza dell’America: Balzac lo orientò verso una grandiosa concezione della società come campo di caotici conflitti di potere; Dreiser denuncia la brama di potere e di denaro dominante nell’America di quegli anni, descrivendo l’ascesa di Frank Cooperwood, finanziere senza scrupoli, quasi un superuomo del mondo economico.  Raggiunta la fama,. accettò il ruolo di figura pubblica; invitato dal governo sovietico, visitò, nel 1927, la Russia; e in patria fu vicino alle posizioni della sinistra fino a iscriversi, pochi mesi prima della morte, al partito comunista. Le sue energie di narratore si erano, se non spente, assottigliate.Scrittore controverso, vigorosamente trasgressivo, creò, di fatto, uno stile capace di rendere la violenza, lo squallore, gli sprechi della moderna vita urbana e, insieme, di illuminarne, in simboli e metafore di forza primitiva, il meraviglioso e l’arcano. L’influenza di Dreiser, considerato oggi il maggiore dei naturalisti americani, è stata decisiva e profonda.

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