Parma e la Francia – FMR Franco Maria Ricci Editore 2 volumi 1985- usato
Parma e la Francia – FMR Franco Maria Ricci Editore 2 volumi 1985- usato
Nel Settecento, sotto il governo di Filippo di Borbone e del ministro Du Tillot, Parma visse forse la più splendida e felice tra le sue stagioni.
Una brezza parigina smosse allora e animò la petite capitale immersa fra le nebbie e le afe della Bassa Padana.
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Parma e la Francia - FMR Franco Maria Ricci Editore 2 volumi 1985- usato
Parma è spesso connotata da una vaga aria di leggerezza francese ma pochi sanno identificare l’origine di questa caratteristica. Alla gloriosa stagione settecentesca, più di tutte responsabile di questa influenza, è dedicato il monumentale testo dello storico Henri Bédarida. Pezzo a pezzo, Bédarida ricostruisce un universo minuscolo e complicato, fatto di equilibrio diplomatico, di scambi economici e di commerci intellettuali e di tutta una complicata rete di traffici minori, di arti e artigianato, dove dignitari, inviati speciali, amministratori, tecnici e letterati si erano prestati più o meno consapevolmente al gioco dei Borbone. Tra i protagonisti, il ministro delle finanze Dutillot, che svecchia l'industria, creando nuovi bisogni e quindi nuovi mestieri, e l’architetto Petitot, che ridisegna il volto della città e i suoi giardini.
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| Dimensioni | 18 × 2,5 × 20,8 cm |
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Maria Luigia governò col titolo di “Sua Maestà la principessa imperiale ed arciduchessa d’Austria Maria Luigia, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla”[29] fu apprezzata come sovrana illuminata conquistando l’affetto dei Parmensi che ancora oggi la venerano come “la buona duchessa.”
Fra i risultati del suo governo si ricorda che nel 1817 aveva fondato l’Istituto di Maternità e la Clinica Ostetrica Universitaria. Non trascurò i malati di mente che fece ospitare nell’Ospizio dei Pazzerelli, ubicato in un convento cittadino.
Nel 1831 diede disposizioni per prevenire le epidemie di colera. Quando il contagio scoppiò visitò gli infermi, confortandoli, mettendosi anche in ginocchio accanto a quelli che trovava deposti sul pavimento nei corridoi per carenza di letti. In quella tragica situazione (debellato il contagio, furono contati 438 morti tra i 30.000 abitanti di Parma al tempo), Maria Luigia elargì alla comunità 125.000 franchi ricavati facendo fondere un tavolino d’oro avuto in dono dalla città di Parigi per le sue nozze con Napoleone.[30]
Numerose le opere pubbliche realizzate sotto il suo governo, gli interventi nel tessuto urbano ed architettonico, il potenziamento delle vie di comunicazione che trovano fulcro su Parma. Tra queste: i ponti sul Taro e la Trebbia, il Teatro Ducale (ora Regio), il riadattamento del Teatro Farnese, il Conservatorio di Parma (dove avrebbe studiato Giuseppe Verdi, al quale Maria Luigia avrebbe assegnato una borsa di studio conquistandone la gratitudine e poi la dedica dell’opera “I Lombardi alla Prima Crociata”). Nel Palazzo della Pilotta fece allestire la Biblioteca, il Museo Archeologico e la Pinacoteca (oggi Galleria Nazionale).[31]








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