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Nella rete dei maghi – Una storia della famiglia Mann

Marianne Krüll

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Nella rete dei maghi - Una storia della famiglia Mann

Le storie di Klaus e dei fratelli Thomas ed Heinrich (rispettivamente padre e zio di Klaus) presentano straordinarie somiglianze, continui avvicinamenti ed allontanamenti, un intreccio di amore, odio, rispetto e frustrazione, sentimenti inespressi che si irradiano e coinvolgono tutti i rami della famiglia per circa tre generazioni. Di questa storia familiare la Krüll individua i lati nascosti, i modelli fondamentali dell’inconscio familiare che, essa scrive “si sono trasformati non soltanto per Klaus, ma per molti altri prima di lui, insieme a lui e dopo di lui, in una trappola fatale” . Il “filo rosso” dell’intero lavoro della Krüll è costituito, secondo quanto lei stessa dichiara, dal suicidio di Klaus, morto a quarantadue anni. Alla studiosa interessa la catena che collega questo suicidio all’impressionante numero di suicidi avvenuti nella famiglia Mann nelle generazioni precedenti a quella di Klaus e che finirono per costituire, con tutte le storie di colpe, sfiducia, odio presenti in molti eventi familiari, una sorta di vera e propria rete di modelli. Suicidi, conflitti tra fratelli, pulsioni omosessuali latenti (Thomas) o dichiarate ed agite (Klaus ed Erika), una ricorrente fantasmatica dell’incesto (l’amore di Heinrich per la sorella Clara, quello di Klaus ed Erika, l’ambiguità, l’ambivalenza del rapporto tra Thomas ed il figlio Klaus) emergono dalle pagine di questo libro in un continuo intreccio tra analisi di documenti della storia della famiglia Mann e la genesi, le storie, i personaggi delle opere letterarie di Thomas, Heinrich e Klaus. Lo sguardo di Marianne Krüll non trascura nulla, nemmeno particolari apparentemente secondari ma il suo non è uno sguardo banalmente voyeuristico o alla ricerca dell’episodio o il particolare piccante. L’autrice si accosta alla vita delle tante persone che popolano il volume (tre famiglie numerose, figure femminili interessantissime, tra le quali Julia da Silva BruhnsClaraJuliaKatia ed Erika Mann) con la serietà della studiosa ma anche con grande empatia e comprensione. Nonostante il libro sia ricchissimo di riferimenti bibliografici e citazioni di documenti di famiglia la lettura risulta coinvolgente ed appassionante come quella di un romanzo. Lo stile è piano ma non piatto, l’architettura del libro sapiente.

Il volume è corredato da una documentazione iconografica molto ampia (e le fotografie sono riprodotte con grande cura), una ricchissima bibliografia.

Ed infine, per non perdersi in questo vero e proprio labirinto familiare e potere seguire agevolmente le vicende dei suoi componenti, troviamo “dulcis in fundo”, in una tasca interna della copertina, tre grandi ed accuratissime mappe con gli alberi genealogici delle tre famiglie: i Mann, i Bruhns (la famiglia materna di Thomas, Heinrich, Carla e Julia) ed i Pringshein (la famiglia di provenienza di Katia Mann, moglie di Thomas e madre di Klaus ed Erika).

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