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Homo ludens (Einaudi 1979)

Homo ludens

Johan Huizinga

Curiosità

Il famoso autore di videogiochi Hideo Kojima ha basato la creazione del personaggio Homo Ludens proprio sulle teorie di Huizinga.

Una lettura intrigante: il gioco in una prospettiva filosofica, per riscoprire una parte importantissima dell’interiorità umana. Mi piace soprattutto questa idea dell’autore: il gioco è un terreno di incontro tra il pensiero e la vita materiale. Il pensiero astratto ci eleva dalla pura materialità (ed è vitale farlo per il nostro spirito), ma rischia – senza moderazione – di farci ricadere nell’eccesso opposto, nell’astrattezza intellettuale o nello spiritualsmo. Il gioco è frutto del pensiero, ma con un legame fortissimo alla materia. Dobbiamo allora solo giocare per conseguire questa felice sintesi? Ovviamente no, ma dobbiamo vigilare per non perdere questa dimensione fondamentale del nostro essere, soprattutto in età matura.

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Homo ludens

Apparso in lingua tedesca ad Amsterdam nel 1939 e pubblicato in Italia nel 1946, "Homo ludens" si caratterizza per un approccio spiccatamente interdisciplinare. Dall'indice: Natura e significato del gioco come fenomeno culturale; La nozione del gioco nella lingua; Gioco e gara come funzioni creatrici della cultura; Gioco e diritto; Gioco e guerra; Gioco e sapere; Gioco e poesia.

Un impudente gusto interdisciplinare, una liberale curiosità per le culture non europee, uno spregiudicato coraggio nel livellare, agli occhi dell’indagine, i portati della cultura «alta» alle manifestazioni quotidiane della vita. Una nozione di cultura come complesso di fenomeni sociali di cui fan parte a pari titolo l’arte come lo sport, il diritto come i riti funerari, e una nozione di invariante culturale, non nuova ai discorsi dell’antropologia culturale,  ma cosí nettamente alternativa rispetto ai principî delle filosofie idealistiche della storia. Apparentata ai suggerimenti del positivismo, da Spencer all’estetica «sociologica» di Lalo, la nozione di gioco come costante dei comportamenti culturali.

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Homo ludens (nell’originale olandese: Homo ludens. Proeve eener bepaling van het spel-element der cultuur) è un libro di Johan Huizinga pubblicato nel 1938, in cui si esamina il gioco come fondamento di ogni cultura dell’organizzazione sociale, e si evidenzia il fatto che anche gli animali giocano, quindi il gioco rappresenta un fattore preculturale. Il testo di Huizinga influenzerà a vent’anni dalla sua uscita diversi movimenti culturali, tra i quali il situazionismo, dei quali è in fondo creditore, date le ricerche sulla civiltà ludica. Nel 1976 Constant Nieuwenhuys afferma:

«L’Homo Ludens vorrà lui stesso trasformare e ricreare questo ambiente e questo mondo secondo i suoi bisogni. L’esplorazione e la creazione dell’ambiente verranno allora a coincidere perché l’Homo ludens, creando il suo territorio da esplorare, si occuperà di esplorare la propria creazione»