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Convergenze parallele. Le Brigate Rosse, i servizi segreti e il delitto Moro ( introvabile 1 ed. 1998) – usato

Convergenze parallele. Le Brigate Rosse, i servizi segreti e il delitto Moro ( introvabile 1 ed. 1998) – usato

rappresenta una delle opere più analitiche, documentate e taglienti sull’evento che ha ridefinito la storia politica italiana del secondo dopoguerra: il sequestro e l’assassinio del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. 
Il titolo riprende ironicamente una celebre formula politica coniata dallo stesso Moro per descrivere l’avvicinamento strategico tra DC e PCI, ma Flamigni ne ribalta il significato in chiave investigativa.
Le “convergenze parallele” diventano qui i percorsi apparentemente opposti, ma nei fatti coincidenti, delle Brigate Rosse (BR) e degli apparati di sicurezza statali e internazionali, entrambi oggettivamente interessati a bloccare l’evoluzione democratica italiana guidata dallo statista pugliese.
L’autore non si affida a speculazioni fantasiose o a dietrologie astratte. La forza del testo risiede nel metodo rigoroso: Flamigni ha fatto parte delle commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro, sulla loggia P2 e sull’Antimafia.
Questa posizione privilegiata gli ha permesso di consultare una mole sterminata di documenti ufficiali, verbali di interrogatori, atti giudiziari e relazioni dei servizi segreti. Nel libro, egli smonta pezzo per pezzo la “verità ufficiale” emersa dai primi processi e dalla cosiddetta “vulgata geometrica” brigatista, che voleva il sequestro Moro come un’operazione condotta in totale isolamento da un gruppo di militanti puri.
La tesi centrale del libro sostiene che l’azione delle Brigate Rosse sia stata infiltrata, condizionata o quantomeno monitorata da elementi deviati dei servizi segreti italiani, da strutture clandestine nate in ambito NATO (come l’organizzazione Gladio) e dalla potente loggia massonica occulta P2 di Licio Gelli.
Flamigni dimostra come la “mano” degli apparati d’intelligence abbia scientemente guidato o sfruttato la cecità ideologica dei terroristi per eliminare l’architetto del “compromesso storico”, una svolta governativa fortemente osteggiata sia dagli Stati Uniti sia dall’Unione Sovietica nel contesto geopolitico della Guerra Fredda.

Sergio Flamigni (Forlì22 ottobre 1925 – Bracciano10 dicembre 2025) è stato un politicoscrittore e partigiano italiano.

Parlamentare del Partito Comunista Italiano dal 1968 al 1987, nonché membro delle commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro, sulla loggia P2 ed antimafia. Dal 1988 fu autore di approfonditi studi sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.

 

Il prezzo originale era: €90,00.Il prezzo attuale è: €68,00.

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Convergenze parallele. Le Brigate Rosse, i servizi segreti e il delitto Moro ( introvabile 1 ed. 1998) - usato

L'analisi si concentra in modo particolare sulle inquietanti anomalie che hanno costellato i 55 giorni del sequestro.
Flamigni ricostruisce la vicenda del covo brigatista di via Gradoli a Roma, una palazzina interamente controllata da società di copertura del Sisde (il servizio segreto civile) e frequentata da figure legate alla criminalità e ai servizi.
L'autore analizza anche il ruolo dei consulenti internazionali presenti al Viminale durante la gestione della crisi, come l'esperto americano Steve Pieczenik, che in anni successivi ammetterà apertamente come la strategia adottata mirasse alla stabilizzazione dell'Italia attraverso la progressiva svalutazione e il sacrificio umano di Moro.
Un capitolo cruciale del libro esamina la gestione dei flussi informativi e il depistaggio sistematico delle indagini.
Dalle finte piste come il comunicato del lago della Duchessa, fino all'incredibile inefficienza dimostrata dalle forze dell'ordine nei posti di blocco e nelle perquisizioni, Flamigni evidenzia come la complessa macchina dello Stato si sia mossa con una lentezza e una miopia tali da apparire intenzionali.
L'obiettivo profondo non era salvare il prigioniero, bensì gestire la crisi per fare in modo che Moro non potesse più parlare, evitando la rivelazione dei segreti di Stato custoditi nei suoi archivi e preservando gli equilibri di potere esistenti.
Nelle conclusioni, il saggio delinea un quadro impietoso della democrazia italiana, definita come una "sovranità limitata". Le Brigate Rosse, convinte di colpire il cuore dello Stato capitalista, si rivelano nell'analisi di Flamigni come uno strumento funzionale alla conservazione del potere di quello stesso Stato e dei suoi alleati internazionali.
In definitiva, Convergenze parallele rimane un pilastro della saggistica d'inchiesta in Italia. È un libro indispensabile per chiunque voglia comprendere non solo il mistero del delitto Moro, ma anche i meccanismi oscuri della "strategia della tensione" che hanno insanguinato il Paese per oltre un ventennio. [1, 2]

 

 

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 18 × 2,5 × 20,8 cm

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Sergio Flamigni, ex parlamentare del PCI, ha basato i suoi studi sulla vasta documentazione raccolta durante la sua partecipazione alle commissioni parlamentari d’inchiesta (Caso Moro, P2 e Antimafia), diventando uno dei principali esponenti della lettura critica  degli anni di piombo