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Burocrazia

Von Mises

Negli anni che vanno dal 1904 al 1914 Mises seguì i corsi di Eugen von Böhm-Bawerk. Si laureò all’Università di Vienna nel febbraio 1906 e cominciò a lavorare come funzionario dell’amministrazione finanziaria austriaca. Dopo pochi mesi lasciò questo lavoro per iniziare la pratica in uno studio legale. Teneva anche lezioni di economia e nel 1909 passò a lavorare alla Camera di Commercio di Vienna. Durante la prima guerra mondiale Mises prestò servizio al fronte come ufficiale di artiglieria e come consulente economico del Ministero della Guerra. Dopo la fine della guerra Mises fu capo economista della Camera di Commercio di Vienna e consulente economico di Engelbert Dollfuss, il cancelliere austriaco che si oppose ai nazisti[1].

Nel 1934, con l’avvento del nazismo, fu costretto a lasciare l’Austria per via delle sue idee liberali e della sua origine ebraica. Trovò rifugio in Svizzera, a Ginevra, dove rimase per sei anni come professore al Graduate Institute of International Studies. La situazione, però, per von Mises rimaneva molto pericolosa, fra pressioni dei nazisti sul governo elvetico perché lo espellesse ed anche un fallito tentativo di rapimento. Decise pertanto nel 1940 di trasferirsi negli Stati Uniti, dopo aver effettuato un viaggio molto pericoloso attraverso la Francia occupata, la Spagna ed il Portogallo[2].

Arrivato a Lisbona, si imbarcò per New York, dove lavorò come professore universitario fino al 1969, senza ricevere stipendio. Riuscì a sopravvivere grazie ai finanziamenti del ricco uomo d’affari libertario Lawrence Fertig. A dispetto della sua crescente fama, rimase sempre molto umile e non disdegnava discussioni con nessuno, soprattutto con i suoi allievi.[senza fonte]

Nel 1938 partecipò al colloquio Walter Lippmann.

Morì all’età di 92 anni al St Vincent’s Hospital di New York.

 

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Burocrazia

Ludwig von Mises ha scritto questo saggio nel 1944, durante una devastante fase della storia, la cui tragicità lo aveva spinto a rifugiarsi come esule politico negli Stati Uniti. Mises aveva già direttamente assistito ai grandi rivolgimenti europei del Novecento. E aveva la maturità dello studioso sempre impegnato a investigare sulle ragioni della libertà. È così che getta una potente luce sul fenomeno burocratico. Contrappone la società basata sulla proprietà privata e sul mercato a quella che tali istituzioni sopprime o tiene solo nominalmente in vita. La prima assicura l'autonomia individuale e controlla l'efficienza delle sue transazioni tramite il sistema dei prezzi e il calcolo. La seconda fa a meno della libertà individuale e perde ogni mezzo di controllo economico; non ha alcuno strumento sostitutivo: tutto discende dalla decisione politica e dall'attivazione di immani e inefficienti apparati amministrativi. Il fenomeno burocratico colpisce anche le società libere: perché Stato e burocrazia vanno di pari passo. Limitare l'intervento della mano pubblica significa perciò porre nel contempo una frontiera all'espansionismo burocratico. È questa la via maestra per difenderci dalla burocratizzazione sociale e dal restringimento dello spazio dell'autonomia individuale e della creatività.

 

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