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Zizek presenta Trockij. Terrorismo e comunismo

Slavoj Zizek

È fra i più innovativi e carismatici pensatori del nostro tempo. Insegna nella sua città natale e in molti atenei americani ed europei. L’esposizione del suo pensiero ha aspetti divulgativi grazie ai suoi continui riferimenti alla letteratura e al cinema popolari contemporanei. È autore di moltissimi volumi, tra i quali Benvenuti nel deserto del reale (Meltemi, 2002), Tredici volte Lenin (Feltrinelli, 2003), Il soggetto scabroso (Raffaello Cortina, 2003), L’epidemia dell’immaginario (Meltemi, 2004), Il cuore perverso del cristianesimo (Meltemi, 2006), Leggere Lacan (Bollati Boringhieri, 2009), Un anno sognato pericolosamente(Ponte alle Grazie), In difesa delle cause perse (Ponte alle Grazie 2013), L’oggetto sublime dell’ideologia (Ponte alle Grazie 2014), Sul teatro musicale. Busoni, Wagner, Mozart, Cajkovskij, Janacek (2014 Orthotes), 101 storielle di Zizek (Ponte alle Grazie 2014), Disparità (Ponte alle Grazie 2017), Come un ladro in piena luce (Ponte alle Grazie 2019), L’ incontinenza del vuoto (Ponte alle Grazie 2019). Nel 2014 LaEffeTV manda in onda la sua Guida perversa al cinema: il filosofo e psicanalista sloveno, amante della disputa e della provocazione, esplora il mondo del cinema utilizzando il metodo della psicoanalisi. Pellicole cult come Solaris (1972), Gli Uccelli (1963), Vertigo (1958), insieme a molti altri film, sono qui sottoposti ad un’analisi spietata volta a svelarne i significati reconditi attraverso un attento esame del linguaggio, cinematografico e umano, di cui sono permeati. Vero punto di incontro tra cinema e psicoanalisi, la Guida Perversa al cinema di Žižek intende dimostrare che “il cinema è l’arte perversa per eccellenza: non ti dà quello che desideri, ti insegna a desiderare”. E sulla base di questo assunto il filosofo si lancia in un travolgente viaggio per esplorare la natura umana attraverso la visualizzazione dell’immaginario che il cinema offre allo spettatore: fantasia, realtà, sessualità, soggettività, forma e desiderio, questi sono i veri protagonisti nascosti dentro il grande schermo e anche dentro il nostro inconscio.

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Zizek presenta Trockij. Terrorismo e comunismo

"Terrorismo e comunismo" è la più controversa, aspra e indigesta opera di Trockij. Scritta in risposta al pamphlet antibolscevico di Kautsky nel 1920, nel pieno della guerra civile, sul mitico treno che portava da un fronte all'altro il capo dell'Armata rossa, non difende solo il concetto e la pratica di "dittatura del proletariato", ma le scelte più dure del comunismo di guerra: il lavoro obbligatorio, la requisizione del grano, la militarizzazione dei sindacati. Discretamente messa da parte dall'autore all'epoca della lotta contro Stalin, repinta con imbarazzo dagli stessi trockisti di tutte le parrocchie, resta comunque un documento insostituibile per capire se e come vi sia stata continuità tra la breve era di Lenin e la lunga notte di Stalin. L'introduzione di Slavoj Zizek e la postfazione di Antonio Caronia aiutano a capire quanto della lezione storica del bolscevismo sia utile oggi, ai tempi del "capitalismo cognitivo" e del precariato diffuso.

 

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