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Vizio Di Forma (nuovo 1 ed. 2011)

Vizio Di Forma (nuovo 1 ed. 2011)

Vizio di forma di Thomas Pynchon è un romanzo noir ambientato nella California del 1970 che racconta il tramonto della cultura hippy attraverso gli occhi di un investigatore privato perennemente fumato.
Pubblicato nel 2009 e tradotto in Italia da Einaudi, il libro unisce la struttura classica del giallo americano a una narrazione psichedelica, malinconica e profondamente caotica.

La trama e il punto di partenza
La storia prende il via a Gordita Beach, una cittadina fittizia della costa californiana.
  • Il ritorno di Shasta: L’ex fidanzata del protagonista, Shasta Fay Hepworth, ricompare improvvisamente dopo un periodo di assenza.
  • La scomparsa del magnate: Shasta chiede aiuto a Doc per ritrovare il suo attuale amante, Mickey Wolfmann, un potente costruttore immobiliare miliardario svanito nel nulla.
  • La rete di complotti: Da questo momento, le ricerche di Doc si allargano a macchia d’olio, coinvolgendo organizzazioni criminali, cartelli della droga, agenti di polizia corrotti e una misteriosa entità nota come “Zanna d’Oro”.
Il protagonista: Larry “Doc” Sportello
Larry Sportello, detto Doc, è l’incarnazione perfetta di un’epoca al capolinea.
  • Un investigatore sui generis: Non veste giacca e cravatta, ma sandali, baschi stinti e pantaloni lisi. Vive in mezzo a nuvole di fumo di marijuana e ascolta rock psichedelico.
  • Antieroe empatico: Nonostante la mente annebbiata dai fumi delle canne, Doc possiede un’intuizione acuta e una profonda umanità che lo spingono a proteggere i reietti e i dimenticati.
  • Il legame con il sistema: Ha un rapporto conflittuale ma funzionale con il detective della polizia Bjornsen, soprannominato “Sasquatch”, simbolo di un’autorità rigida con cui la controcultura deve inevitabilmente fare i conti.

Thomas Ruggles Pynchon Jr. (Glen Cove, 8 maggio 1937) è uno scrittore statunitense.

Riconosciuto come uno dei più importanti scrittori americani del Novecento, nonché uno dei massimi esponenti della letteratura postmoderna

Il prezzo originale era: €80,00.Il prezzo attuale è: €48,00.

Esaurito

Vizio Di Forma (nuovo 1 ed. 2011)

I temi centrali: la fine di un sogno
Dietro l'apparenza di un romanzo di genere farsesco e leggero, l'opera affronta riflessioni storiche e sociali molto serie.
  • La fine degli anni Sessanta: Il 1970 rappresenta il risveglio amaro dopo l'utopia pacifista del decennio precedente. Gli omicidi della famiglia Manson e la deriva commerciale del movimento hanno spezzato l'innocenza della California.
  • La nascita dell'America moderna: Il capitalismo immobiliare e la corruzione istituzionale stanno soffocando gli spazi di libertà e le comunità alternative.
  • La paranoia pervasiva: I personaggi si muovono in un clima di sospetto costante, dove nessuno è chi dice di essere e le corporazioni sembrano controllare ogni aspetto della vita quotidiana.
Stile, tono e linguaggio
Pynchon adatta la sua consueta complessità narrativa a una forma più accessibile, pur mantenendo intatta la propria identità letteraria.
  • La confusione come poetica: La trama si aggroviglia e spesso i dettagli non trovano una spiegazione logica o definitiva. La risoluzione del mistero importa meno del viaggio e delle atmosfere.
  • Il gergo dell'epoca: I dialoghi sono intrisi di slang californiano, riferimenti musicali dell'epoca e battute surreali.
  • Il senso di perdita: Il tono oscilla continuamente tra la commedia demenziale, la farsa poliziesca e una struggente nostalgia per ciò che poteva essere e non è stato.
Un ritratto generazionale
Il valore del romanzo risiede nella sua capacità di fotografare un momento di transizione storico. Vizio di forma mostra come l'America abbia perso l'innocenza, sostituendo la ricerca spirituale e comunitaria con il cinismo del consumo. Doc Sportello resta l'ultimo testimone di un mondo che scompare, un Don Chisciotte hippy che continua a lottare contro mulini a vento fatti di cemento, cemento armato e paranoia.

«Vizio di forma è il romanzo piú divertente che Pynchon abbia mai scritto. Ed è anche una folle e magistrale sintesi di tutto ciò che lo rende unico e grande».
Rolling Stone

«Immaginate il vostro romanzo preferito di Raymond Chandler riscritto come un giallo hippy. Immaginate un grande romanziere americano, uno che adesso ha settant’anni, che scrive con tutta la vivacità e l’entusiasmo di un ragazzo che ha appena scoperto le donne.
Immaginate, soprattutto, frasi e scene che sono talmente divertenti a leggerle che vorreste che Vizio di forma durasse il doppio. Vizio di forma è una straordinaria miscela di noir californiano, e una perfetta evocazione degli ultimi fuochi degli anni Sessanta».
Michael Dirda, The Washington Post

California, inizio anni Settanta. Doc Sportello, investigatore privato ed ex surfista con un debole per le droghe (sul cartello appeso alla porta del suo ufficio c’è scritto LSD indagini: «Localizzazione, Sorveglianza, Discrezione»), viene contattato da una vecchia fiamma, Shasta, una tipa che «poteva passare settimane senza far niente di piú complicato di una smorfietta». Lei gli chiede di proteggere il suo nuovo amante, un costruttore miliardario di nome Mickey Wolfmann, dato che la moglie ha in mente un piano per liberarsi di lui. Ancora innamorato di Shasta, Doc accetta l’incarico, ma non fa neanche in tempo ad avviare le indagini che si ritrova arrestato per l’omicidio di una delle guardie del corpo del costruttore, che intanto è sparito, come pure Shasta. Nel corso dell’indagine Doc inciampa in falsi biglietti da venti dollari con il ritratto di Richard Nixon, e in un’associazione di dentisti assassini nota come Golden Fang, la Zanna d’Oro, ma si ritrova anche nei dintorni delle Pantere Nere e della Fratellanza ariana, di Charles Manson e della sua «Famiglia», di surfer e zombie.
Con un occhio rivolto ai grandi crime-movies in bianco e nero e uno ai cartoni animati, Pynchon disegna il suo personalissimo tributo alla stagione degli hippy e il loro manipolo di sbandati sognatori.
Vizio di forma è, alla fine, anche una «porta aperta su un tempo e un luogo precisi, una spiaggia della Storia, la California degli anni Sessanta, “piccola parentesi di luce” condannata purtroppo a essere inghiottita dalla restaurazione» (Tommaso Pincio).

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