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Un altro mare (1 ed. 1991) – usato

Un altro mare (1 ed. 1991) – usato

Claudio magris

è un’opera letteraria di straordinaria profondità filosofica e lirica, pubblicata originariamente nel 1991.
Questo breve ma denso romanzo si concentra sulla complessa traiettoria esistenziale di Enrico Mreule, un giovane intellettuale goriziano appassionato di cultura classica e filosofia.
La narrazione si sviluppa sullo sfondo dei grandi stravolgimenti geopolitici del Novecento, a partire dall’imminente scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Attraverso una prosa ricercata ed elegante, l’autore esplora il tema del rifiuto delle convenzioni sociali e la ricerca di un assoluto che finisce per consumare l’anima del protagonista.
La vicenda prende il via nel 1909 a Gorizia, in pieno territorio asburgico.
Il protagonista Enrico decide di sottrarsi alla chiamata alle armi e di abbandonare la sua terra natale.
La sua meta è la Patagonia, una terra selvaggia e sconfinata situata all’estremo sud del continente americano.
In questa regione remota, il giovane sceglie deliberatamente di vivere come gaucho, immergendosi in una solitudine radicale e nell’anonimato più totale.
La prateria argentina e la cura del bestiame sostituiscono i libri e le discussioni accademiche.
L’obiettivo profondo del viaggio non è una semplice fuga avventurosa, bensì il tentativo di vivere nel presente puro, liberi dalle sovrastrutture della civiltà moderna.
In Sudamerica Enrico impara a scandire il tempo non attraverso i giorni o i mesi, ma seguendo i ritmi biologici della fauna e i mutamenti atmosferici della natura incontaminata.
La chiave interpretativa dell’intera opera risiede nella profonda connessione intellettuale tra Enrico e il celebre pensatore Carlo Michelstaedter.
Prima della partenza, un solido legame amicale e filosofico unisce i due giovani studiosi goriziani.
Michelstaedter, autore del fondamentale saggio sulla persuasione e la rettorica, teorizza l’urgenza di possedere pienamente la propria vita nell’istante presente, rifiutando gli scopi imposti dalla società.
Enrico cerca di tradurre in azione concreta e quotidiana questa complessa dottrina filosofica proprio attraverso il suo esilio volontario.
La tragica e prematura scomparsa dell’amico filosofo segnerà in modo indelebile l’esistenza del protagonista.
L’eredità spirituale rimasta si trasforma per il giovane gaucho in un ideale assoluto e totalizzante, troppo elevato e pesante per essere sostenuto senza conseguenze.
Questo legame invisibile guiderà ogni sua successiva scelta, condannandolo a una perpetua e struggente fedeltà verso il passato.

Il prezzo originale era: €18,00.Il prezzo attuale è: €8,00.

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Un altro mare (1 ed. 1991) - usato

Dopo molti anni trascorsi oltreoceano, il protagonista decide di fare ritorno nei suoi territori d'origine.
Tuttavia, l'Europa che ritrova è profondamente mutata a causa del crollo dell'Impero Asburgico e dei successivi conflitti mondiali.
Enrico constata la fine del vecchio mondo multiculturale della sua giovinezza e assiste all'avvento dei regimi totalitari del Novecento.
Incapace di integrarsi nella nuova realtà storica e sociale, l'uomo sceglie un secondo e definitivo isolamento.
Si stabilisce in un caparbio e immobile ritiro su uno scoglio desolato del Mare Adriatico.
La sua esistenza si consuma progressivamente in una totale staticità, specchiandosi nel vuoto del paesaggio marino.
L'oceano infinito della Patagonia cede così il passo a un altro mare, quello intimo e circoscritto della costa istriana.
In questa fase finale, la ricerca della perfezione interiore si tramuta in un malinconico e nostalgico distacco dal consorzio umano.
Dal punto di vista stilistico, l'opera si distingue per una prosa raffinata, lirica ed evocativa.
L'autore adotta una struttura narrativa essenziale, ricca di suggestioni e frequenti riflessioni filosofiche.
Il testo analizza con precisione chirurgica il paradosso di un uomo che, per amore della purezza vitale, approda all'impossibilità stessa di vivere.
I temi centrali del romanzo sono il concetto di frontiera, la dissoluzione dell'identità personale e il desiderio profondo di oblio.
Il mare assume una valenza simbolica fondamentale, rappresentando sia lo spazio aperto della libertà assoluta sia lo specchio di un vuoto interiore incolmabile.
La narrazione si configura come una parabola universale sulla perdita della memoria storica e individuale.
Alcuni lettori giudicano il ritmo del libro particolarmente lento e denso, richiedendo una lettura attenta e meditata.
Nonostante la brevità del volume, la complessità concettuale offre molteplici chiavi di lettura agli amanti della grande letteratura mitteleuropea.

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Claudio Magris (Trieste, 10 aprile 1939) è uno scrittore, saggista, germanista, critico letterario e politico italiano.

È stato tra i primi studiosi ad occuparsi di autori ebraici nella letteratura mitteleuropea. Con Danubio ha vinto il Premio Bagutta nel 1986, mentre nel 1997 ha vinto il Premio Strega con Microcosmi. Collabora con il Corriere della Sera da oltre cinquant’anni.