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Rivolta e rassegnazione. Sull’invecchiare (1ed. 1988) – usato

Rivolta e rassegnazione. Sull’invecchiare (1ed. 1988) – usato

Jean Améry (pseudonimo di Hans Mayer) nacque a Vienna nel 1912, lasciò l’Austria nel 1938, dopo la sua annessione alla Germania, emigrò in Belgio, partecipò alla Resistenza; arrestato e orribilmente torturato dalla Gestapo, sopravvisse ad Auschwitz, ritorn• in Belgio e alla sua attività di scrittore, morì suicida a Salisburgo nel 1978.

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Rivolta e rassegnazione. Sull'invecchiare (1ed. 1988) - usato

La persona che invecchia, dice Améry, sperimenta il futuro come negazione della spazialità, perché ciò a cui va incontro è la morte che lo toglierà dallo spazio.

Se il giovane è una creatura del tempo, ad esso e non al mondo definitivamente legata, perché ha alle spalle la vita, cioè tempo raccolto, vissuto, trascorso. Tanto minore è il tempo davanti a lui e tanto maggiore è il tempo in lui; egli quindi in quanto individuo che invecchia è solo tempo, ne sperimenta l'irreversibilità e tanto più lotta contro di esso, tanto più gli appartiene e riconosce che la sua attesa è rivolta alla morte.
Un secondo aspetto dell'invecchiamento è l'estraneità a sé stessi. Il corpo trasmette a chi invecchia una nuova consapevolezza di sé, egli diviene sempre più partecipe di un io privo di mondo, perché in parte diviene tempo, accumulo di ricordi, e in parte diviene sempre più corpo. NelI'invecchiare, dice Améry, io sono attraverso il mio corpo e contro di lui, mentre in gioventù ero senza il mio corpo e con lui.

Da questa perdita d'identità nasce un'ulteriore conseguenza: il vecchio è ormai solo ciò che è e non ciò che potrebbe essere, il mondo non gli fa più credito di un futuro, non gli chiede cosa farai, ma cosa hai fatto; il suo è quindi un esistere fuori della realtà storica.

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Jean Améry (Vienna, 31 ottobre 1912  Salisburgo, 17 ottobre 1978) è stato un superstite dell’Olocausto e scrittore austriaco. Jean Améry, pseudonimo di Hans Chaim Mayer, nato da famiglia di origini ebraiche non praticante, dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista nel 1938, emigra in Belgio e si unisce alla Resistenza. Nel 1943 viene arrestato e torturato a Breendonk da SS e Gestapo per poi essere deportato ad Auschwitz e poi a Buchenwald e a Bergen-Belsen, dove fu liberato dall’esercito britannico il 15 aprile 1945[1]. Trasferitosi a Bruxelles opera come scrittore collaborando anche con radio e televisione.