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One big union

Valerio Evangelisti

Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all’attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere numerosi saggi, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti seguiti altri numerosi romanzi, tradotti in più di dieci lingue. Hanno valso all’autore, nel 1998, il Grand Prix de l’Imaginaire e, nel 1999, il Prix Tour Eiffel: i premi più prestigiosi riservati in Francia alla letteratura fantastica e di fantascienza. Attualmente, dopo avere conseguito nel 2000 il Prix Italia per la fiction radiofonica, scrive sceneggiature per radio, cinema, televisione e fumetti. È fondatore e direttore editoriale di “Carmilla”, pubblicazione dedicata alla narrativa fantastica e alla critica politica.

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One big union

Robert Coates, di origine nordirlandese, non è realmente cattivo: legato alla famiglia, assiduo alle funzioni religiose, saggiamente conservatore, condivide molti dei pregiudizi che circolano, negli Stati Uniti, tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. E così fin da giovanissimo diventa una Labor Spy, infiltrato nel movimento operaio americano ai suoi inizi. In questa veste, assiste e partecipa a scontri sociali di inusitata violenza. Scioperi che si prolungano mesi, stragi di lavoratori, duelli degni di un film western. Prende parte, soprattutto, all'epopea degli Industrial Workers of the World: il sindacato rivoluzionario che cerca di organizzare precari, vagabondi, immigrati, braccianti, disoccupati, manovali a giornata. Con lo scopo di dare vita alla One Big Union: il solo, grande sindacato che rechi in sé il modello della società a venire. Un'idea che sarà sconfitta, ma non senza un'accanita resistenza. Nel tentativo di sabotare dall'interno quel progetto, Coates incontrerà personaggi memorabili: Eugene Debs, Jack London, Dashiell Hammett e tanti altri. Senza riuscire tuttavia a riscattare la miseria progressiva della sua vita privata. Chiunque lo accosti troppo da vicino è infatti perduto. Perché una spia non può avere affetti.

 

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