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L’uomo dai denti tutti uguali (1999)

L’uomo dai denti tutti uguali (1999)

Philip K. Dick, all’anagrafe Philip Kindred Dick (Chicago16 dicembre 1928 – Santa Ana2 marzo 1982), è stato uno scrittore statunitense.

In vita noto perlopiù nell’ambito della fantascienza, la sua fama crebbe notevolmente presso la critica e il grande pubblico dopo la sua morte, in patria così come in Europa (in Francia e in Italia negli anni ottanta divenne un vero e proprio scrittore di culto, anche in seguito al successo del film Blade Runner del 1982, liberamente tratto dal suo romanzo Il cacciatore di androidi), venendo dunque ampiamente rivalutato come un importante autore postmoderno, precursore della corrente artistico-letteraria dell’Avantpop. Gli sono stati dedicati molteplici studi critici che lo collocano ormai tra i classici della letteratura contemporanea.[1]

Temi centrali dei suoi visionari racconti e romanzi, per molti aspetti antesignani delle atmosfere tipiche del cyberpunk, sono i molteplici processi manipolativi del tessuto sociale da parte delle strutture di potere, la simulazione e dissimulazione della realtà, la comune concezione del “falso”, l’assuefazione alle sostanze stupefacenti – con annessi disturbi psichici da essa scaturiti – e l’indefessa indagine gnostico-mistica del divino.

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dall'autore di Blade Runner, Minority Report, Total recall  (Atto di Forza), A Scanner Darkly (Un Oscuro Scrutare), Paycheck, Next , Screamers e che ha ispirato tanti altri film come I Guardiani del destino, Truman Show, Impostor etc.

L'uomo dai denti tutti uguali 

Eccezionalmente un romanzo di Dick che non rientra nel genere fantascientifico. Scritto del 1960, in uno dei migliori momenti creativi, è stato scoperto solo nel 1984, quando è stato pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna. Nel romanzo si racconta la storia di una vendetta crudele e paradossale, ambientata nell'America falsamente innocente degli anni '50, mentre è in pieno sviluppo un grande cambiamento sociale, la popolazione inizia a spostarsi nei sobborghi urbani, e la guerra fredda fa sentire il peso ossessivo delle sue nevrosi

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Philip K. Dick, all’anagrafe Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928  Santa Ana, 2 marzo 1982), è stato uno scrittore statunitense.

In vita noto perlopiù nell’ambito della fantascienza, la sua fama crebbe notevolmente presso la critica e il grande pubblico dopo la sua morte, in patria così come in Europa (in Francia e in Italia negli anni ottanta divenne un vero e proprio scrittore di culto, anche in seguito al successo del film Blade Runner del 1982, liberamente tratto dal suo romanzo Il cacciatore di androidi), venendo dunque ampiamente rivalutato come un importante autore postmoderno, precursore della corrente artistico-letteraria dell’Avantpop. Gli sono stati dedicati molteplici studi critici che lo collocano ormai tra i classici della letteratura contemporanea.

Temi centrali dei suoi visionari racconti e romanzi, per molti aspetti antesignani delle atmosfere tipiche del cyberpunk, sono i molteplici processi manipolativi del tessuto sociale da parte delle strutture di potere, la simulazione e dissimulazione della realtà, la comune concezione del “falso”, l’assuefazione alle sostanze stupefacenti – con annessi disturbi psichici da essa scaturiti – e l’indefessa indagine gnostico-mistica del divino.