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Le scimmie di Dio (introvabile nuovo 1 ed. 1998) ESAURITO

Le scimmie di Dio (introvabile nuovo 1 ed. 1998)

pp.672

Percy Wyndham Lewis (Amherst18 novembre 1882 – Londra7 marzo 1957) è stato un pittore e scrittore britannico, cofondatore del movimento vorticista.

Viene ricordato per i suoi dipinti a soggetto bellico e per il suo stile feroce e disumanizzante.

Lewis era ciò che si può definire un genio eclettico: era allo stesso tempo un pittore di immenso talento, uno scrittore (di talento leggermente inferiore), e un grande polemista. Sulla sua rivista “Blast”, che fece uscire praticamente da solo appena prima della Grande Guerra, attaccò la faciloneria e l’autocompiacimento della borghesia, il romanticismo che egli scorgeva in molte forme di “modernismo” (non ultima quella eliotiana), e persino le avanguardie, a una delle quali – il vorticismo – pure apparteneva. Con ineguagliata ferocia si scagliò contro ogni forma artistica di moda, autoproclamandosi, prima che lo facessero gli altri, nemico per eccellenza dell’establishment culturale dell’epoca; e “The Enemy”, del resto, era anche il nome di un’altra rivista curata da Lewis.

Il prezzo originale era: €48,00.Il prezzo attuale è: €32,00.

Esaurito

Le scimmie di Dio (introvabile nuovo 1 ed. 1998)

Lewis si rese insopportabile a coloro che della cultura del Novecento inglese tenevano le redini, a quelli che controllavano le case editrici e facevano e disfacevano le reputazioni letterarie della loro epoca. È proprio di costoro che Le scimmie di Dio si fa beffe: si tratta di gente del bel mondo londinese, benestante, nullafacente, impegnata in una vita di ostentazione culturale, nello scimmiottamento di Dio, ovvero del vero artista, del vero genio, che non ha più mecenati – come ci spiega Horace Zagreus, eroe del libro –, perché i mecenati si sono messi tutti, senza eccezione, a scribacchiare e a imbrattare tele. Daniel Boleyn, un completo idiota che Zagreus crede un genio (perché nemmeno Zagreus, in questa grandiosa e spietata satira, è portavoce dell’autore, anche lui prende le sue cantonate) viene iniziato alla conoscenza delle scimmie, attraverso visite mondane e ricevimenti grandiosi quanto decadenti, e ne risulta una serie di quadri di una comicità grottesca, un attacco impietoso e totale non solo a diversi riconoscibilissimi personaggi – di cui Mario Giosa stila una lista nella sua introduzione – ma anche e soprattutto a un intero mondo e alle sue aspirazioni artistiche, senza dimenticare le sue icone, Proust in primo luogo. Ma la rabbia di Lewis non si ferma qui.

Le scimmie di Dio, che è del 1930, è infatti l’apoteosi del credo comico di Lewis, che egli aveva espresso già anni prima e che aveva cercato di mettere in atto, con meno successo e in modo più rigido, in opere precedenti, prima tra tutte Tarr (1918). Si tratta di una comicità antiumanistica, per non dire antiumana: i personaggi sono trasformati, attraverso accurate e grottesche descrizioni, attraverso accoppiamenti verbali insoliti, in automi, in marionette. Se la risata è un’"emozione violenta, l’equivalente della tragedia, laddove la tragedia è assente", c’è qualcosa di tragico in questa comicità, che si nutre del disprezzo assoluto che l’autore nutre nei confronti delle scimmie e, almeno in parte, dei loro castigatori (e persino di se stesso?). Nonostante Giosa chiami in causa Dickens (che in effetti costituisce un precedente di certi stratagemmi lewisiani) siamo lontani anni luce dalla divertita comprensione umana del maestro vittoriano: quella delle Scimmie non è soltanto satira contro questo o quell’uomo, ma contro l’uomo in generale, e come tale ancora più inaccettabile in un secolo che, nonostante Barthes e Derrida, rimane profondamente umanista.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 18 × 2,5 × 20,8 cm

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Percy Wyndham Lewis (18 novembre 1882 – 7 marzo 1957) è stato uno dei fondatori del movimento vorticista britannico. Editor di Blast, la rivista dei vorticisti, scrisse romanzi: Tarr (1918) e la trilogia The Human Age (1955), scritti autobiografici: Blasting and Bombardiering (1937) e saggi di critica letteraria.