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La mente e l’infinito

Rudy Rucker

Nasce a Louisville, nel Kentucky (USA), da una famiglia che vanta una discendenza diretta dal filosofo tedesco Hegel. Per la precisione Hegel è il suo bis-bisnonno.

Nel 1972 ottiene il dottorato in logica matematica alla Rutgers University.

Malgrado la sua professione, Rucker ha sempre avuto un debole per la fantascienza. Nel 1980 esordisce in questo campo con Luce bianca (White Light, or, What Is Cantor’s Continuum Problem?), dove cala in un ambiente fantascientifico degli elementi logico-matematici.

È del 1982 una delle sue opere più famose: Software – I nuovi robot (Software), primo episodio di una tetralogia, il cosiddetto ciclo del ware, conclusa solo nel 2000. In quest’opera che copre quasi 20 anni, Rucker analizza e porta all’eccesso elementi come l’intelligenza artificiale, la robotica e la logica fuzzy, senza dimenticare l’uso di stupefacenti, presente in modo costante nei suoi romanzi. Tramite le droghe, infatti, alcuni hanno ipotizzato di poter conoscere diversi sistemi di percezione, ma Rucker stesso afferma che ha ottenuto di più con la preghiera e la meditazione.

Nel 1984 ottiene un altro successo con Su e giù per lo spazio-tempo (Master of Space and Time), dove cala i suoi personaggi in complessi trabocchetti quantistici. In una parte del romanzo si è dichiaratamente ispirato alle opere di M.C. Escher, in particolare Sempre più piccolo I e Sempre più piccolo II (Kleiner en kleiner I, Kleiner en kleiner II).

Rucker viene considerato un esponente del movimento fantascientifico cyberpunk, eppure lui preferisce dichiararsi fondatore di un proprio stile personale: quello del transrealismo. « L’essenza del transrealismo – dice Rucker stesso – consiste nel raccontare la propria vita reale in termini fantastici ».

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La mente e l'infinito

"La mente e l'infinito" è stato scritto per un lettore di tipo medio, ed è stato elaborato in un periodo di circa 10 anni, e riguarda uno dei problemi classici della ricerca umana: il rapporto con l'infinito. Sono trattati diversi tipi di infinito: potenziale e attuale, matematico e fisico, teologico e mondano. Parlando dell'infinito si incontrano molti affascinanti paradossi che, esaminati attentamente, chiariscono molte cose sulla mente umana, sulla sua capacità e sui suoi limiti. Lo studio dell'infinito è molto più di un arido gioco accademico. La ricerca dell'Infinito Assoluto è, come ha realizzato Georg Cantor, una forma della ricerca di Dio da parte dell'anima. Indipendentemente dal raggiungimento dello scopo, la consapevolezza di questo processo è sempre chiarificatrice.

 

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