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Il genio. Il senso dell’eccellenza attraverso le vite di cento individui non comuni – (nuovo) 1° ed. cop. rigida

Il genio.

Harold Bloom
1930, New York
Harold Bloom è stato uno dei critici letterai statunitensi più influenti. Sterling Professor of Humanities a Yale, è stato Charles Eliot Norton Professor a Harvard.  Ha scritto oltre quaranta opere tradotte in tutto il mondo, che toccano, oltre a questioni letterarie, anche argomentazioni e problematiche legate alla tradizione cabalistica, alla teoria psicanalitica, alla Bibbia e alle religioni contemporanee;

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Il genio. Il senso dell'eccellenza attraverso le vite di cento individui non comuni

Che cos'è il genio? È un'idea che la cultura materialista del nostro tempo non ama, e che tenta di spiegare, riconducendone la portata, con l'analisi del contesto storico, sociale o culturale, o con il determinismo genetico. Ma per il critico americano Harold Bloom una definizione materialistica del genio è impossibile, dato che il genio è proprio l'aspirazione allo straordinario e al trascendentale che, magari inconsapevolmente, coltiviamo dentro di noi e che alcuni individui hanno saputo realizzare con le loro opere. In questo saggio l'autore limita la ricognizione al campo dei suoi studi, cioè ai geni che hanno scelto la parola come mezzo di espressione, in un racconto che spazia dalla Palestina del X secolo avanti Cristo alla fine del XX secolo.

 

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Harold Bloom (New York, 11 luglio 1930  New Haven, 14 ottobre 2019) è stato un critico letterario statunitense, divenuto una figura nota al grande pubblico negli anni novanta, quando pubblicò la sua opera The Western Canon nel 1994, ponendosi al centro di un dibattito sull’eredità dei classici, chiamato guerra dei canoni.

Nato a New York, figlio di Paula (Lev) e di William Bloom, suo padre era nato ad Odessa e sua madre vicino a Brest Litovsk. Ha vissuto nel South Bronx. È stato educato come un ebreo ortodosso in una famiglia in cui si parlava yiddish, ha studiato letteratura ebraica ed ha imparato l’inglese all’età di sei anni.

Fra i più influenti critici letterari statunitensi, è divenuto professore emerito all’Università di Yale, dove era stato Sterling Professor of the Humanities and English (Discipline Classiche), il più alto rango accademico di quell’Ateneo. In precedenza era stato Berg Professor di Lingua e letteratura inglese alla New York University. Dal 1959 ha scritto più di quaranta libri: venti di critica letteraria, diversi libri in cui discute di religione e un romanzo. Ha curato la pubblicazione di centinaia di antologie, scritto saggi e prefazioni ad altre centinaia di edizioni di opere letterarie, in versi e in prosa.