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Complessità

Morris Mitchell Waldrop

Con una solida preparazione di fisico teorico e un altrettanto proficua esperienza giornalistica (in qualità di caporedattore di “Science” dal 1980 al 1991), Waldrop appartiene a quella tipica comunità di scienziati americani motivati dallo spirito divulgativo. Sposato con una studiosa di cibernetica, si sta ora occupando dei rapporti tra computer e disseminazione informatica.

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Complessità

 Nel 1972 un matematico, che si era dedicato alla meteorologia, Edward Lorenz, formulò il cosiddetto “effetto farfalla”, da lui delineato nel 1962. In una conferenza si chiese: “Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?”. La risposta era: sì. Era nata ufficialmente la “teoria del caos”. A Santa Fe nel New Mexico alcuni studiosi di fisica decisero perciò a metà degli Ottanta di mettere in piedi un’istituzione che radunasse ricercatori di differenti discipline per uno studio del caos. Sembrava loro che nessuna disciplina potesse da sola risolvere le grandi questioni in campo, e che fosse necessario incrociare i diversi ambiti di studio: matematica, economia, biologia, fisica, statistica.

L’idea venne a George Cowan, sessantasettenne chimico. Era stato uno degli scienziati che avevano partecipato al progetto nucleare; si occupava di metalli e aveva contribuito alla pila atomica di Fermi a Chicago e a molto altro. Convinto che nelle università americane non vi fosse il clima giusto per una ricerca interdisciplinare, era giunto alla conclusione di fondare un apposito istituto non profit. Perciò ne parla con due consulenti scientifici della Casa Bianca, tra cui David Packard, fondatore della Hewlett-Packard. Saranno scettici, si dice; invece lo incoraggiano a proseguire. Coinvolge tre dei premi Nobel per la fisica e l’economia: Murray Gell-Mann, Philip Anderson e Kennet Arrow e in un ex convento di Santa Fe installa il primo gruppo di lavoro: un istituto senza docenti fissi, che organizza seminari e incontri, lunghe, o più brevi, permanenze di lavoro per vari scienziati. Servono i soldi per farlo e uno dei partecipanti ne parla con il capo della Citicorp, la banca americana, e lo convince che forse lì si potevano studiare modelli economici non tradizionali per capire i mercati finanziari.

I soldi, 120.000 dollari, vengono dalla banca a una condizione: fare qualsiasi cosa purché non convenzionale. La storia del Santa Fe Institut è stata raccontata da Morris Mitchell Waldrop, fisico di formazione e giornalista scientifico di professione, in un libro oggi introvabile Complessità.Uomini e idee al confine tra ordine e caos (tr. it. di Libero Sosio, pp. 587) e. Waldrop narra la storia delle anime solitarie che hanno incrociato le loro menti bizzarre e idee strane, i loro percorsi personali tra ricerche, ambiti di studio, passioni e incontri. Ne esce un profilo affascinante di scienziati e studiosi originali, eccentrici, poco prevedibili, che hanno fornito un contributo importante al cambiamento del paradigma dominante della scienza classica durato, con qualche importante eccezione, sino agli anni Settanta del XX secolo.

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