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La fine delle certezze. Il tempo, il caos e le leggi della natura (nuovo 1 ed. 1997)

La fine delle certezze. Il tempo, il caos e le leggi della natura (nuovo 1 ed. 1997)

Ilya Prigogine (in russo Илья Романович Пригожин?Il’ja Romanovič PrigožinMosca25 gennaio 1917 – Bruxelles28 maggio 2003) è stato un chimico e fisico russo naturalizzato belga, molto noto per le sue teorie sulle strutture dissipative, i sistemi complessi e l’irreversibilità.

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La fine delle certezze. Il tempo, il caos e le leggi della natura (nuovo 1 ed. 1997)

Dopo aver imparato che le certezze della fisica newtoniana sono illusorie e dipendono da semplificazioni artificiose della realtà, l’universo non ci appare più come un meccanismo perfetto e il mondo si è rivelato per quello che è: fluttuante, rumoroso e caotico.

Ilya Prigogine è stato il primo a formulare una nuova scienza che propone di affrontare lo studio del mondo reale in tutta la sua complessità, oltre la meccanica classica e quantistica: una nuova scienza che si fonda su concetti nuovi come quelli di strutture dissipative, di instabilità dei sistemi dinamici, di sensibilità alle condizioni iniziali, di distribuzioni di probabilità, nel tentativo di restituire al tempo tutta la sua sostanza.

Quella che Prigogine ci indica in questo libro è una stretta via tra un mondo deterministico governato da leggi ferree e un mondo assurdo in preda all’arbitrio del caso: le leggi della fisica assumono un senso nuovo, esprimendo ormai solo delle probabilità

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Nel pensiero di Prigogine ha un’importanza cruciale il concetto di entropia, ovvero il secondo principio della termodinamica: ogni processo naturale, infatti, è irreversibile e tende ad aumentare la sua entropia (e quella dell’ambiente in cui si trova).

Anche il tempo, in quanto successione di stati sempre diversi, deve essere concepito come irreversibile. Tuttavia in natura esistono organismi viventi in grado di auto-organizzarsi diminuendo la propria entropia a discapito dell’ambiente, vincolati a un maggior o minor disordine entropico.

A partire da queste considerazioni, Prigogine e altri studiosi (tra cui Francisco Varela, Harold Morowitz ed Enzo Tiezzi) hanno cominciato a gettare un ponte tra la fisica, la chimica, l’ecologia e le scienze sociali, per studiare tali settori non separatamente, ma come sistemi tra loro interagenti.

Per questa ragione Prigogine è considerato uno dei pionieri della cosiddetta scienza della complessità.

Prigogine si occupò pure di sistemi non-lineari e caotici, ricerca operativa, meccanica statistica, fondamenti della meccanica quantistica, proponendo tra l’altro l’uso dello spazio di Hilbert allargato in meccanica quantistica come possibile strumento per introdurre l’irreversibilità anche nei sistemi quantistici.