Il mondo di Rocannon (1 ed.1966) – usato
Il mondo di Rocannon (1 ed.1966) – usato
Ursula Kroeber Le Guin, meglio conosciuta come Ursula K. Le Guin (Berkeley, 21 ottobre 1929 – Portland, 22 gennaio 2018), è stata una scrittrice e glottoteta statunitense, autrice di fantascienza e di fantasy.
Ha vinto otto premi Hugo, sei premi Nebula e ventiquattro premi Locus– i massimi riconoscimenti della letteratura fantastica – ed è considerata una delle principali autrici di fantascienza. La profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo all’utopia e al pacifismo, hanno reso i suoi romanzi noti e apprezzati ben oltre il tradizionale circolo di lettori di genere.
Tra le sue opere si ricordano in particolare La mano sinistra delle tenebre (1969), I reietti dell’altro pianeta (1974) e il Ciclo di Earthsea (1968–2001).
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Il mondo di Rocannon (1 ed.1966) - usato
Un universo di meraviglia ispirato alla mitologia nordica, che nasconde una profonda riflessione sull'antropocentrismo e su cosa sia "l'altro".
Ai confini della Galassia c'è un mondo abitato da tre razze umanoidi: gli Gdemiar, cioè il Popolo d'Argilla, che vivono sottoterra; gli eterei Fiia amanti della luce; e infine i Liuar, dei clan guerrieri che hanno istituito una sorta di società feudale.
L'etnologo terrestre Rocannon, in una missione di studio per conto della Lega di Tutti i Mondi, raggiunge quel pianeta, dove anche i ribelli alla Lega hanno una propria base.
Questi riescono a distruggere l'astronave dello scienziato e a ucciderne i compagni.
Rimasto solo e senza possibilità di ritorno, Rocannon inizia un lungo cammino che lo porterà dove non avrebbe mai immaginato: nel cuore della leggenda.
Il mondo di Rocannon (1966) inserisce elementi tipici della fantascienza in uno scenario da Età del Bronzo eroica, dando vita a un mondo nel quale astronavi ultraluce si affiancano a destrieri del vento e il mantello dell'invisibilità diventa una tuta ipertecnologica.
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Le Guin sfruttò la flessibilità creativa della fantascienza e del fantasy per esplorare i temi delle identità e delle strutture sociali.
In questo modo, il ricorso a discipline quali sociologia, antropologia e psicologia portò alcuni critici a includere le sue opere nella categoria della fantascienza soft.
Lei si oppose a questa classificazione, sostenendo che il termine sia divisivo e implichi un’idea ristretta di quanto costituisce una forma valida di fantascienza.
Le tematiche dell’anarchismo e dell’ambientalismo riaffiorano inoltre lungo tutta l’opera di Le Guin.









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