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Le confessioni di Max Tivoli (nuovo 1 ed. 2004)

Le confessioni di Max Tivoli (nuovo 1 ed. 2004)

Andrew Sean Greer (Washington5 novembre 1970) è uno scrittore statunitense, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2018

 

Il prezzo originale era: €18,00.Il prezzo attuale è: €10,00.

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Le confessioni di Max Tivoli (nuovo 1 ed. 2004)

«Siamo tutti il grande amore di qualcuno. Voglio scriverlo, in caso io venga scoperto e non riesca a terminare queste pagine, in caso le mie confessioni vi turbino al punto da gettarle nel fuoco prima che io arrivi a raccontarvi d'amore e di assassinio.»

Max Tivoli nasce nel 1871 a settant’anni, quindi sa che morirà nel 1941 – e ha sempre sotto gli occhi la fatidica scadenza, incisa su una catenella d’oro.

Siamo di fronte a un personaggio quanto meno insolito, e indimenticabile – una volta tanto questi attributi vanno presi alla lettera –, come è indimenticabile la sua voce, che rapisce fin dalle prime parole di queste Confessioni.

Chi è, o meglio che cos’è Max Tivoli? Difficile dirlo, perché in realtà «non c’è nome per quello che è», per chi, come lui, viene al mondo «dalla fine della vita».

Ma che razza di maledizione è diventare giovani, sempre più giovani, col passare del tempo? Scoprire, ad esempio, il sesso con il fisico di un cinquantatreenne e l’esperienza di un castissimo diciassettenne?

Se si invecchia dentro e ringiovanisce fuori, la presunta simmetria della vita, l’ordine stesso delle cose risultano invertiti.

E Max è destinato a quella cosa stupida, e stupenda, che è dissipare la vita per amore. Per ben tre volte e in tre modulazioni – paterna, romantica (intorno al 1906, per una breve stagione, l’età reale e quella apparente coincidono) e filiale – avrà modo di amare, sempre invano, la donna della sua vita, che non lo riconosce mai come persona né, poiché rincorre un altro sogno, riconosce in lui la persona da amare.

 

 

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Critici e lettori hanno sottolineato la somiglianza della trama con quella del racconto di Francis Scott Fitzgerald Il curioso caso di Benjamin Button (1922). Tuttavia Greer ha dichiarato di non aver letto né di conoscere il racconto di Fitzgerald, affermando invece di essere stato ispirato dalla canzone di Bob Dylan “My Back Pages”